lunedì 29 settembre 2014

Presentazione



"Vivailsole!" è un progetto complesso che prende origine, energia e forma da diverse esperienze dirette e indirette: il Cohousing, il movimento della Transizione, comunità di crescita, associazioni, vita in campagna, vita a contatto con la natura, nonché la formazione scolastica e extrascolastica, contatti con ecovillaggi, permacultura, orto sinergico, agricoltura naturale di Fukuoka... E da tutte queste esperienze vogliamo costruire qualcosa di vero e di utile per noi stessi e per gli amici: il Villaggio Vivailsole!

Siamo Lavanya e Paigam, abbiamo acquistato un piccolo borgo da ristrutturare e vorremmo aprire le porte a chi vuol partecipare al progetto. Attualmente altre coppie potrebbero essere interessate al progetto e si stanno organizzando, ma per rimanere coi "piedi per terra" ora iniziamo noi.
In Marzo, appena fa un po' più caldo, iniziamo ad occupare la parte abitabile degli immobili e cominciamo a lavorare per fare un po' d'ordine...

Descrizione:

Il borgo si trova a 464 metri di altezza a 6 km da Savigno, a 40 Km dal centro di Bologna (situato a Sud-Ovest rispetto alla città).


il borgo e il terreno
Il borgo è composto da circa 500 metri quadrati di edifici già esistenti e circa 2 ettari di terreno, era da più di 100 anni di proprietà della stessa famiglia, è da ristrutturare, una parte è quasi abitabile, ma senza impianto di riscaldamento.
Le costruzioni sono disposte in maniera lineare a metà versante della collina, esposte con le facciate maggiori a Sud. I terreni (per la maggior parte seminativo) sono esposti a Sud.

"Basta con la città!"
Questa esperienza di coabitazione ha in progetto di soddisfare l'esigenza abitativa e di auto-sostentamento tramite un'attività agricola di sussistenza. La scelta di vivere Vivailsole! implica il desiderio e la disponibilità di allontanarsi dalla città, "decentrarsi" dalla città fisicamente, ma anche come punto di riferimento dominante per il soddisfacimento di ogni bisogno vitale, materiale e immateriale. 
Così come "eleggiamo" il nostro vicinato (si definisce il cohousing come "vicinato elettivo"), eleggiamo anche come luogo di vita un ambiente più pulito, meno inquinato e meno caotico, dove speriamo di poter avere dei bei contatti con la gente e con le istituzioni. Tra l'altro Savigno e la valle del fiume Samoggia è un territorio attivo nella promozione delle produzioni agricole locali, delle colture biologiche, e delle attività sportive e culturali.
Infatti nelle vicinanze ci sono tante realtà e famiglie che hanno scelto uno stile di vita diverso (ad esempio un ecovillaggio, giovani coltivatori biologici, associazioni olistiche, amanti della permacultura e la prima "Città di Transizione" italiana: Monteveglio.), questo ci da la possibilità di vivere in una "rete" di alta qualità anche sugli Appennini!

Questo piccolo borgo potrà trasformarsi in una possibilità (e una sfida!) di sperimentare un piccolo villaggio, un luogo brulicante di vita e di proposte vitali, che unisce i pregi di una qualità diversa di abitare a quelli di una diversa qualità di lavorare... insomma una diversa qualità di vivere!



Per informazioni
scrivi a info(chiocciola)vivailsole.it

ATTENZIONE!

Il progetto Vivailsole si sta trasformando da un piccolo borghetto di due case ad una rete di piccoli cohousing o villaggi in Transizione!
Visita questa pagina COHOUSING DIFFUSO - RETE VILLAGGI IN TRANSIZIONE

SALVIAMO LE API!

Quest'anno per la prima volta mi sono accorto che erano scomparse le api, le vespe diminuite di molto e quasi scomparsi i calabroni, in compenso i tafani, le mosche e le zanzare di ogni genere sono veramente esplose... l'equilibrio ecologico è cambiato e gli uomini dormono. 
Un'ora fa ho visto i contadini felici e contenti con i carri pieni di uva bella e... piena di veleno.
Son capaci di lamentarsi che è mancato il sole che è cambiato il clima, che sono comparse le malattie del grano, che sono diventate più aggressive le malattie e i parassiti della frutta e della verdura (e che senza trattamenti non si raccoglierebbe nulla), che il terreno deve essere concimato continuamente, ma gli stessi agricoltori non sono in grado di correlare questi avvenimenti ai trattamenti con fitofarmaci, alle eccessive lavorazioni del terreno, al consumo di idrocarburi (condurre un qualsiasi mezzo meccanico a motore li rassicura circa la loro potenza e capacità di dominio sulla Natura), alla mancanza di sensibilità in ogni nostra azione nei riguardi dell'equilibrio ecologico del pianeta.
Gli uomini dormono, la consapevolezza si sta estinguendo, come le api
.
 
https://secure.avaaz.org/it/save_the_bees_us_pet_loc/?anQgsib
Senza che ce ne accorgiamo, miliardi di api stanno morendo e la nostra catena alimentare è a rischio. Le api non si limitano a fare il miele: sono una forza lavoro immensa e umile, che impollina il 75% delle piante che coltiviamo. Tra cinque giorni gli USA potrebbero decidere di vietare i pesticidi tossici che le stanno sterminando.

Arrivare a quel divieto è possibile e noi lo sappiamo bene: dopo una mega campagna Avaaz dell'anno scorso, l'Unione Europea ha proibito quel gruppo di veleni che numerosi scienziati accusano per la morte delle api. Proprio ora le società dell'industria chimica stanno facendo pressione senza tregua sulle autorità statunitensi per impedirlo. I nostri alleati interni, però, ci fanno sapere che l'opinione pubblica potrebbe rovesciare la situazione in favore del divieto. Facciamoci sentire, allora! Se gli USA si muovono, daranno il via ad una reazione a catena nel resto del mondo.

Non abbiamo tempo da perdere
: la task force della Casa Bianca per le api presenterà le sue proposte martedì. Non si tratta solo di salvare le api, si tratta della nostra stessa sopravvivenza. Firmate ora questa petizione urgente, facciamo arrivare il nostro appello agli USA affinché mettano al bando quei pesticidi assassini, prima che le api si estinguano.

giovedì 22 maggio 2014

News! Maggio 2014

Notizie! 

Anzi una notizia e un evento, prima la notizia:


Abbiamo terminato il percorso per le camminate di Qigong, chi vuole partecipare e sperimentare queste tecniche di meditazione, guarigione, riequilibrio, ci scriva;



E il 31 MAGGIO 2014 DALLE ORE 16 SI TERRA' IL PASTA-MADRE DAY!


PANE - PIZZA - DOLCI !!!

TUTTO LIEVITATO CON LA "PASTA-MAMMA" DI LAVANYA E COTTO COL FORNO A LEGNA VIVAILSOLE!

PARTECIPATE (se volete portate qualcosa da mangiare e bere)

giovedì 6 marzo 2014

il Progetto va avanti...

Il progetto Vivailsole si sta trasformando da un piccolo borghetto di due case ad una rete di piccoli cohousing o villaggi in Transizione!

Ci sarà la possibilità di programmare insieme le attività, le colture agricole, gli spazi comuni, ecc.

 

Proposta n°1:


Questo è un immobile di un'amica e simpatizzante del nostro progetto.
Attualmente lo vorrebbe offrire in affitto, si tratta di una casa indipendente divisa in due appartamenti indipendenti, con entrate separate, ma comunicanti.
In più c'è una stalla-fienile con forno, tettoie e locali annessi, un orto sinergico, un impianto di apicoltura, un impianto di noci.
Il tutto comodissimo a meno di 1 km  dal paese di Savigno e a 4 km dal Villaggio Vivailsole!

Questo potrebbe essere un piccolo cohousing per due coppie/piccoli gruppi familiari.



vista da sud
Se ti interessa continua sulla pagina Cohousing Diffuso




mercoledì 29 gennaio 2014

BUON COMPLEANNO, SOFIA!

OGGI SOFIA COMPIE 18 ANNI! AUGURI!!!


mercoledì 11 settembre 2013

Il mio papà



Oggi 11 Settembre 2013, all'età di 84 anni, è morto il mio papà, Silvano Donini originario di Montecorone di Zocca (MO), distante meno di 10 km dal Villaggio Vivailsole.
Ringrazio per tutto quello che mi ha dato.
Paigam

lunedì 29 aprile 2013

Uk dovrà zappare per mangiare

immagine tratta dall'articolo del The Telegraph,
"Britain may need to 'dig for survival', 
minister says" del 16/04/2013
(da Transition Italia del 16/04/2013)
di A volte è interessante vedere cosa dicono i ministri negli altri Paesi europei. Quando lo racconto negli incontri non è semplice far capire quanto fatica faccia il nostro apparato culturale (parlo dell’Italia) a rimanere al passo con gli eventi.
Date allora un occhiata a questo articolo apparso oggi su The Telegraph e che riporta le dichiarazioni del ministro UK David Heath (il suo ministero è quello dell’Agricoltura e Alimentazione) in merito ai rischi alimentari che il paese corre nel prossimo futuro.
“We made a huge mistake a few years ago when the idea got around that we didn’t need to produce in the agricultural sector any more, that we would be able to buy our way through whatever was necessary to feed the country.
We need to be able to produce enough to deal with the requirements in this country. Food security is going to be an issue of increasing relevance.”
“Abbiamo fatto un errore enorme anni fa, quando abbiamo pensato di non aver più bisogno della produzione del settore agricolo e che saremmo stati in grado di comprare qualsiasi cosa fosse necessaria per nutrire il paese.
Dobbiamo essere in grado di produrre a sufficienza per soddisfare le esigenze di questo paese. La sicurezza alimentare diventerà un problema di crescente rilevanza.”
Ovviamente può fare una grande differenza il fatto di avere un governo che informa la nazione e dice le cose come stanno.

venerdì 22 marzo 2013

GLI SCONTRI PER IL CIBO POTREBBERO DIVENTARE LA NUOVA NORMALITA'

(da Come Don Chisciotte)
 DI NAFEEZ MOSADDEQ AHMED
The Guardian

Il collegamento tra crescente disuguaglianza, debito, cambiamenti climatici, dipendenza da combustibili fossili e crisi alimentare globale è innegabile.

Appena dopo due anni da quando il dittatore dell'Egitto Presidente Hosni Mubarak si è dimesso, poco è cambiato. La famigerata Piazza Tahir al Cairo è rimasta un continuo sito di scontri fra manifestanti e forze di sicurezza, nonostante un presidente eletto recentemente. E' la stessa storia in Tunisia e Libia dove le proteste e le sommosse sono perdurate sotto gli apparentemente democratici governi attuali.

Il problema è che i cambiamenti politici portati avanti dalla primavera araba erano largamente superficiali. Grattando sotto la superficie, si trova la stessa combinazione mortale di crisi ambientali, energetiche ed economiche.

Sappiamo ora che i fatti scatenanti della primavera araba furono gli aumenti senza precedenti del prezzo del cibo. Il primo segnale che le cose si stavano disfacendo colpì nel 2008, quando una carenza globale di riso coincise con aumenti drammatici dei prezzi di prodotti di base, scatenando rivolte per il cibo in Medio Oriente, Nordafrica e Sudasia. Un mese prima della caduta dei regimi egiziano e tunisino, la FAO riportava aumenti dei prezzi da record per latticini, carne, zucchero e cereali.